La guerra di Indipendenza
La nascita degli Gli Stati Uniti d'America. Nel XVIII secolo l'Inghilterra raggiunse l'apice della potenza commerciale e militare, divenuta nazione egemone sull'Europa dopo il trattato di Parigi. Per riorganizzare le casse dello Stato e l'organizzazione amministrativa del vasto impero la Corona inglese decise di aumentare la tassazione delle ricche colonie americane. Fino a quel momento non sussisteva tra i coloni una vero e proprio spirito d'indipendenza americano. Tutt'altro, i coloni americani beneficiavano volentieri dell'espansionismo inglese che aveva consentito loro nella "Guerra dei Sette anni" (1754-63) di cacciare la Francia e la concorrenza dei mercanti francesi dai possedimenti americani. Nel 1764 il Parlamento inglese impose sui coloni americani una tassa sulla melassa, lo
Sugar Act, contro cui protestarono tutti i mercanti e i ceti produttivi americani. Iniziò un conflitto d'interesse tra l'economia americana e quella della madre patria inglese. Seguirono altre imposte come lo
Stamp Act sulla moneta e le marche da bollo, i Townshend Acts sulle derrate e i Coercitive Acts. Il sentimento indipendentista e patriotico era ancora poco diffuso. La grande maggioranza dei coloni avrebbe voluto mantenere un legame saldo con l'Inghilterra. Le prime reazioni contro gli inglesi furono semplici petizioni per ribadire ala Corona i propri interessi e diritti, manifestazioni e azioni dimostrative. Il sentimento popolare fu ben rappresentato dallo slogan coniato prendendo spunto paradossalmente da un principio costituzionale inglese: "
No Taxation without Representation". Spontaneamente sorsero i gruppi dei Sons of Liberty e cominciò una lunga corrispondenza politica tra le colone per unire i propri sforzi contro l'interesse inglese. I coloni americani rivendicaro soltanto maggiore autonomia decisionale dalla Corona inglese, senza in alcun modo pretendere l'indipendenza o la rottura dei rapporti con l'Inghilterra. D'altra parte gli inglesi negarono con forza ogni richiesta di autonomia proveniente dalle colonie, ribadendo che nel Parlamento inglese i diritti dei coloni potevano essere sufficientemente tutelati e rappresentati. Il muro contro muro causò una rapida escalation violenta delle proteste da una parte e della repressione militare dall'altra. Nel
porto di Boston nel dicembre del 1773 Samuel Adams guidò un gruppo di patrioti mascherati da indiani a bordo di alcune navi mercantili inglesi, gettando in mare le casse di te che trasportavano. L'evento è stato scelto dalla storia come il simbolo dell'indipendenza americana ma in realtà non fu quello veramente determinante. Il punto di non ritorno si raggiunse molti mesi dopo, nel mese di aprile del 1775, con lo scontro militare tra l'esercito inglese e le milizie del Massachusetts. Agli occhi del popolo americano gli inglesi si trasformano in esercito occupante e oppressore. La propaganda per l'autonomia delle colonie mutò in forma radicale assumendo la vocazione indipendentista. Nel 1776 il filoso
Thomas Paine pubblicò "
Common Sense", considerato il manifesto indipendentista, in cui gli atti di ostilità commessi dal re Giorgio III contro il popolo americano giustificavano la via della secessione. Il movimento politico-intellettuale culminò con la
Dichiarazione di Indipendenza del 4 luglio 1776 preparata da Thomas Jefferson, John Adams e Benjamin Franklin, sottoscritta da tutti i delegati delle tredici colonie americane. Con la Dichiarazione si legittimò l'insurrezione americana. Le colonie costituirono un esercito regolare sotto la guida del generale George Washington per contrastare la repressione militare inglese. Il popolo americano si divise in lealisti (tories) schierati accanto degli inglesi e in indipendentisti. Era scoppiata la guerra d'indipendenza americana.